Trattasi del percorso più duro, non tanto per la sua lunghezza (61 km.), quanto
per il dislivello totale pari a 2015 m., frutto di continui sali scendi
che raggiungono quote intorno ai 700 metri slm.
Il punto di partenza è in prossimità della S.S.125 al Km. 24, in corrispondenza
del bivio per la località di Burranca. Controllati i freni ed allacciato il
casco alla testa, e non al manubrio!, si parte in salita fiancheggiando
l'omonimo ristorante, si tiene la destra ad un bivio ad "Y", per poi scollinare e ridiscendere brevemente alla base
della salita per "M. Arrundili" (610) che comincia proseguendo diritti
ad un incrocio
infilandosi in un bellissimo bosco di pini dal quale si scorgono gradevoli panorami (Foto 1).

Mantenendoci sulla sinistra di un bivio ad "Y", saliamo ancora su rampe
di pendenza notevole per scollinare e, dopo una breve discesa, svoltare a destra
per un sentiero che ben presto diventa parecchio stretto ed a tratti sconnesso,
sino all'ultimo chilometro di sterrata che, ad
"Arcu su Scofu" (615) ci riporta sulla strada asfaltata per Burcei che
percorriamo per quasi due chilometri prima di deviare sulla destra per
una sterrata in discesa che, dopo un cancello metallico, ci regala una serie
interminabile di tornanti stretti e veramente divertenti (Foto 2).

Successivamente
percorriamo un tratto in leggera salita che ci riporta su di quota in un
contesto naturalistico sorprendentemente selvaggio, dominato ad Est dalle
creste delle "Punte 7 Fratelli", rese oscure ed inquietanti dal contro sole.
Dopo aver costeggiato le bellissime pareti rocciose del "M. Iscalas" (710),
circondato da un fitto bosco, (Foto 3) proseguiamo e, tenendoci sempre sulla sinistra
dei vari bivi, giungiamo alla strada asfaltata che scende da Burcei e che percorriamo per
circa 500 metri prima di svoltare a destra dopo un ponticello. (Qui è possibile ridurre
la lunghezza dell'escursione ritornando verso Burcei e completando la parte finale
del percorso per un totale di poco superiore ai 40 km.).
Ci troviamo
nuovamente in una strada sterrata che sale verso "M. Idda" (740) e "Br.cu Tronu"
(715) al quale arriviamo percorrendo uno stretto sentiero che, deviando
sulla sinistra, ne percorre tutta la cresta sino alla vetta dalla quale scorgiamo uno
spettacolare panorama dominato a meridione dalle "Punte 7 Fratelli" ed il "Monte Iscalas",
a maestrale dalla "P.ta Serpeddì" e dalla voluminosa cima del "Monte Genis" (979),
mentre tutto intorno si susseguono promontori rocciosi e strette valli dipinte di
un bel verde invernale. A nord, grazie alla giornata particolarmente limpida,
scorgiamo le vette innevate dei "Monti del Gennargentu", distanti in linea d'aria
circa 80 Km.

Dalla cima di "Br.cu Tronu" percorriamo verso sinistra un breve tratto di
discesa che ci conduce ad "Arcu s'Arenada" (540) dal quale, sulla sinistra,
parte il single track che, verso nord, riporta sino al riu Brabaisu (200).
(Volendo evitare un tratto dell'escursione piuttosto duro e faticoso, è possibile
svoltare a destra per ritornare verso il centro abitato di Burcei lungo la
sterrata tracciata in arancione sulla mappa del percorso.)
Si tratta di un tracciato attraverso il quale anticamente si svolgeva gran parte degli
spostamenti verso e dalla costa orientale della Sardegna, in quanto consentiva di
tagliare di parecchi chilometri un percorso molto lungo, tortuoso e faticoso.
Il sentiero è stato recentemente risistemato ed attrezzato come "sentiero
turistico". Purtroppo però le recenti piogge autunnali hanno reso il fondo
quasi del tutto impraticabile per le Mtb. Grosse voragini, gradoni e sassi uniti
a forti pendenze, ci impediscono infatti di fare lunghi tratti in sella e dobbiamo
rassegnarci a proseguire a piedi per gran parte del tracciato, con la consolazione
di goderci forse ancor di più l'ambiente boschivo che ci circonda e nel quale siamo
totalmente immersi.

Dopo l'ultimo tratto pedalabile nel fitto sottobosco (foto 4),
si sbuca in una sterrata che, dopo pochi metri di discesa, ci porta in prossimità di una
vecchia dispensa per cacciatori dalla quale si scorge il
letto del rio Brabaisu.
Ripartiamo risalendo in senso inverso sulla lunga sterrata che ci riporterà verso Burcei
passando lungo la profonda gola scavata dal rio Brabaisu, immersi in una natura incontaminata
e selvaggia ricca di vegetazione e costellata di suggestivi promontori rocciosi
e spaventose pietraie quasi verticali (foto 5). Superato "Arcu su Fenu"
e la successiva irta salita a tornanti, ci troviamo su un tratto di strada asfaltata che,
prima in discesa e poi in salita,
giunge sino al centro abitato dove percorriamo alcune vie interne sino a sbucare
lungo la strada che sale verso "P.ta Serpeddi" (1067) che, ancora asfaltata
percorriamo per alcuni chilometri, sino ad un bivio sulla sinistra da cui inizia
un tratturo che dopo alcuni sali scendi ci conduce ad un cuile in località "su Rei"
dove svoltiamo a sinistra per proseguire in una zona dove il sentiero lambisce
le recinzioni di alcuni allevamenti. Dopo l'ennesimo cancello, proseguiamo
diritti ad un evidente bivio, per poi lanciarci in una folle discesa che in circa
2,5 km ci porta giù di quasi 300 metri di altitudine sino al guado
del rio sa Stoia, dopo il quale la strada riprende a salire sino alla striscia
tagliafuoco sul "Cu.ru sa Pedralla" (455) dove sorge una stazione di pompaggio
dell'acqua. Noi svoltiamo a sinistra ben prima del punto più alto per
affrontare un altro tratto di discesa, dopo la quale svoltiamo a sinistra
in un bivio per una sterrata su fondo ghiaioso
che ci riporta su ad un punto di rifornimento acqua del servizio antincendi.
Proseguiamo a salire sino ad un rimboschimento di pini dentro il quale il sentiero si
inerpica per scollinare in località "Niu s'Acchili" da cui comincia l'ultimo tratto di
sterrata, quasi tutto in discesa che, incrociato il primo tratto dell'escursione, ci
porta in località "S.Paolo" sulla S.S. 125, che percorriamo in discesa per un breve tratto
sino al bivio della base di partenza.
Escursionisti: Roberto Zedda, Roberto Fornea