Parcheggiata la macchina nei pressi del bivio per "Kal'e Moru", controllati i freni ed allacciato
il casco alla testa, imbocchiamo il breve
tratto di asfalto che scende verso il vecchio monastero e prosegiamo sulla destra per
la sterrata che in breve ci conduce alla base della salita che, purtroppo per le nostre
gambe ancora fredde, si inerpica subito con pendenze notevoli. Dopo alcuni chilometri
ed un breve tratto in discesa, comincia il pezzo più duro caratterizzato da alcuni
tornanti intervallati da tratti lastricati in pietra, segno di un'antica carrareccia
romana.

Dopo circa 5 km., nei pressi di un cuile, la pendenza diventa notevolmente minore
col sentiero che passa prima accanto ad una nicchia dove si trova una Madonnina, per
poi costeggiare il rio Meriagu Mannu in prossimità di una cascata incastonata tra le
rocce di una gola che merita una breve sosta. (foto 1)
La sterrata riprende a salire con una pendenza media e qualche breve strappo che ci
porta sino a "Arcu s'Ollioni" e la "Dispensa Sanguinetti" dove la vegetazione diventa
fitto bosco. Tutte le escursioni fatte in questa località sono state coronate
dall'avvistamento di cervi che, colti di sorpresa e spaventati, si nascondono rapidamente
scomparendo nel bosco.
Durante il km. 14 circa, si giunge al secondo bivio ad "Y" dove lasciamo la larga strada sterrata per
inserirci sulla sinistra in un sentiero che in salita ci porta prima alla "Sfinge", una
particolarissima formazione granitica che ricorda vagamente il monumento dell'Egitto e dalla
quale si apre un panorama mozzafiato sulla piana di Castiadas e sul litorale di "Costa Rei"
a Nord del quale spunta il promontorio di "Capo Ferrato".

Proseguendo sul sentiero che piega a sinistra risaliamo faticosamente su un fondo molto sconnesso
che sovente si apre verso scorci panoramici meravigliosi (foto 2) nei quali distinguiamo le
"Punte 7 Fratelli" (1023), il roccioso promontorio del "Monte Eccas" (918) percorso sul
costone volto a sud dalla tortuosa sterrata che da "Dispensa Vecchia" (400) porta a "Codoleddu"
(700) e la verde vallata che riporta sino al mare di Geremeas.

Proseguendo saliamo ancora passando vicini alla vetta di "Mont'Arbu" (803) dopo la quale
il sentiero comincia a scendere e, tenendo la destra al bivio successivo, ci ritroviamo
nuovamente ad "Arcu s'Ollioni" sulla sterrata della quale calpestiamo solo il ciglio
perchè ci buttiamo subito sulla nostra destra per il single track (foto 3) che, attraverso passaggi
tecnici, brevi tratti in fuori sella (leggasi brevi tratti fatti a piedi!) e cespugli
di rovi che a furia di farci da tunnel talvolta ci abbracciano lasciandoci dei bei
segnetti color rosso sangue!, ci conduce alla "Dispensa Vecchia" (400) in corrispondenza
della quale svoltiamo a sinistra per inserirci poco dopo sul ramo destro di un
bivio ad "Y" per iniziare la discesa di rientro a Geremeas.
Si tratta di una discesa molto bella ed impegnativa, da fare tutta in
un fiato lungo una sterrata che attraversa 3 tipi diversi di paesaggio:
si comincia con un fitto bosco attraverso il quale il nostro passaggio
avviene tra cambi di pendenza e tratti tecnici.
Improvvisamente la vegetazione di alto fusto
lascia il posto ad un cespugliato che ci consente di spaziare con la vista
nella vallata che stiamo percorrendo. Siamo nel tratto più impegnativo,
dove tratti tecnici e pietrosi si alternano a lastricati di pietra che
costituivano la pavimentazione di antiche carrareccie romane.
Infine ci troviamo nel terzo tratto, il più brullo dove la vegetazione è
ancora più bassa e scarsa. E' il tratto finale della discesa che ben presto diventa
praticamente pianeggiante per portarci di nuovo al vecchio monastero e di li alle
nostre macchine dove ci attendono cibo, bevande e riposo.
Escursionisti: Roberto Zedda, Leonardo Cordeddu