La base di partenza dell'escursione è nel parcheggio antistante la
Caserma forestale di "Arcu e Tidu" (445 m. slm.), situata all'ingresso del parco
dei 7 fratelli, poche centinaia di metri dopo aver lasciato la S.S.
n° 125.
Dopo pochi metri di asfalto si svolta subito a sinistra per la località maidopis
dove, al ponticello sull'omonimo rio, svoltiamo a sinistra per una strada sterrata
chiusa da una sbarra della Forestale. Dopo neppure un km. la sterrata comincia a salire, e
lo fa con pendenze medie subito elevate (11%) che costringono i meno allenati (e non solo!)
ad utilizzare il rampichino anche perchè le gambe sono ancora fredde.
La salita, concedendo qualche breve spianata, passa per il bivio di "su Gunventu",
che superiamo tenendoci sulla sinistra e proseguendo sino ad un secondo bivio per il
"Nuraghe su Gattu" che superiamo tenendo la destra sino a raggiungere il pianoro delle
Punte 7 Fratelli che ci porta al bivio di "Baccu Malu" dove proseguiamo diritti
sulla sinistra per giungere alla Caserma Forestale (885) dove ci accoglie
Charlie, il cane della Caserma ed un giovane cervo allevato in semi cattività, sempre
affamato e molto curioso.
Poco più avanti troviamo un rubinetto per l'acqua e, alla nostra destra una terrazza
panoramica sulla costa di Castiadas dove, nelle giornate limpide
si distingue bene la spiaggia di Costa Rei. (foto 1)
Dopo una breve sosta ritorniamo al bivio di "Baccu Malu" svoltando a sinistra
per immetterci nella sterrata che riporta sino ad "Arcu Buddui". Tale sentiero, percorso
in salita nelle escursioni "Baccu Malu" ed "Il Cervo", si presenta piuttosto sconnesso
e talvolta tecnico, dove l'abilità del biker deve necessariamente unirsi ad
una salutare prudenza.
Più avanti, scivolando con le ruote su un morbido ed insidioso fondo fatto di foglie e ciottoli
si ha appena il tempo di percepire la bellezza dell'ambiente in cui siamo immersi che ci trasmette
la sua peculiarità attraverso gli intensi odori di essenze vegetali,
gli squarci visivi di radure, torrenti e pendii, ed una profonda ed indescrivibile sensazione di
benessere sia fisico, ma soprattutto spirituale.
Passato il guado del rio Ceraxa di "Arcu Buddui" (575), proseguiamo a scendere tenendo la sinistra di un
bivio ad "Y", per giungere poco dopo ad un secondo incrocio che percorriamo sulla destra per
immetterci in un single track che, quasi interamente avvolto dalla vegetazione, si articola in
un sali scendi caratterizzato dagli innumerevoli guadi che danno il nome all'itinerario stesso.
Il percorso è da fare quasi tutto in sella, a parte qualche piede a terra nei guadi più impegnativi
e nel tratto finale costituito dal ramo destro di una biforcazione, reso difficile e pericoloso
da gradoni rocciosi e canali di scolo dell'acqua. Dopo un po' di sballottamento
giungiamo nei pressi della "Dispensa Vecchia" (400) un antico rudere abbandonato, per immetterci sulla
destra in un sentiero che, dopo l'ennesimo guado, si inerpica ferocemente verso la località "sa Corti".
Fortunatamente le forti pendenze terminano poco dopo e ci ritroviamo su una strada sterrata con pendenza
non eccessiva attualmente oggetto di lavori di sistemazione (sigh! addio sterrato!).
Dopo alcuni tornanti ci ritroviamo a quota 700 m. slm. circa in località "Codoleddu" al cui bivio
svoltiamo subito a destra per raggiungere la strada asfaltata che ci riporta a "Monte Cresia".
Giunti al bivio per "Arcu sa Spina" che prendiamo a destra, guadiamo il rio Monte Cresia (Foto 2)
e prendiamo subito la sterrata che svolta a sinistra e poi subito a destra per ritornare nella radura
subito sotto "Arcu sa Spina". Sul fondo sulla sinistra della radura si infila lo strettissimo sentiero n°5
che, passando in mezzo al bosco, ci riporta al vivaio forestale di Maidopis per affrontare l'ultimo tratto
di discesa su una strada sterrata comoda, larga ed aperta al traffico.
La strada riporta al ponticello sul rio Maidopis dal quale, ripercorrendo
la sterrata fatta all'inizio risaliamo sino alla strada asfaltata dove ci
aspettano le nostre macchine.
Escursionisti: Roberto Zedda, Roberto Fornea