
Facciamo base nel distributore di benzina posto al Km. 32,100 lungo la S.S.
198, poco dopo il bivio per Sadali.
Inforcate le Mtb proseguiamo lungo la S.S. 198 verso Seui sino al bivo (Km.33,200)
che, a sinistra, conduce a Seulo. Dopo circa 1,5 km di asfalto svoltiamo a sinistra
per una stradina sempre asfaltata con indicazione Grotte Domus de Janas.
La strada asfaltata termina in una piazzetta alla cui destra sorge il centro servizi
per la gestione delle visite alle splendide grotte. Da qui si scende verso
l'ingresso delle grotte seguendo il difficile percorso dei gradini, oppure
un sentiero che sulla sinistra riporta al riu Tidacco dopo un tornante a destra.
Giunti al rio passiamo alla sua destra orografica per intraprendere uno stretto
sentiero che si fa strada attraverso una fitta boscaglia (foto 1) addentrandosi
in una gola che in breve spazio precipita giù sotto i nostri occhi evidenziata
dalle pareti verticali di roccia scura. Un cavo metallico funge da protezione
da eventuali cadute e ci conduce ad una scalinata scavata nella roccia che,
con altissimi gradini ci fa scendere sino alla quota del rio.

Il sentiero prosegue piegando sulla destra sino ad interrompersi in
prossimità di una caverna scavata nella roccia dove, con nostro grande stupore,
scorgiamo la cascata di "Su Stampu e su Turrunnu" (foto 2), un incredibile passaggio
del riu Spineddai che forma la cascata passando attraverso uno spettaccolare
squarcio nella roccia per gettarsi nel riu Trassadioni. E' un vero spettaccolo che ci
godiamo per diversi minuti, scattando foto ed osservando da diversi punti di vista.
Riprendiamo l'escursione seguendo la destra del riu Trassadioni lungo un sentiero
costeggiato da una robusta recinzione in legno. Tenendo la destra risaliamo
lungo la sinistra orografica del riu Lareri sino ad un casolare dove il tratturo
lascia spazio ad una sterrata più larga e comoda che continua a salire immersa
nel fitto bosco. Dopo un breve tratto, giungiamo ad un incrocio con una strada
asfaltata dove svoltiamo a destra per un chilometro di falsopiano che ci
riporta alla strada asfaltata per Seulo.

Svoltiamo a destra in discesa e poi subito
a sinistra per una sterrata che si inerpica in un'area di rimboschimento.
Dopo circa un chilometro svoltiamo a sinistra ad un bivio ad "Y" per proseguire
in leggera salita sino ad un pluribivio! Un sentiero prosegue diritto
a noi; un altro sentiero svolta decisamente a destra per biforcarsi attraverso un
cancello in legno; un'altro ancora va diritto e piega a sinistra in leggera discesa
ed un altro svolta a sinistra con un tornante. Noi seguiamo il primo che va diritto
in leggera salita e di cui possiamo seguire il tracciato sin su al passo di
"Arcu Lareri" (1100). Percorriamo l'ultimo tratto di salita su asfalto e con un
fortissimo vento di maestrale che a tratti ci sospinge ed a tratti ci sposta
lateralmente con le sue potenti raffiche (foto 3).
Siamo in un punto decisamente panoramico. Alle nostre spalle vediamo il
Monte Perdedu (1334); alla sinistra il gruppo montuoso del Gennargentu e,
di fronte a noi il solitario tacco di "Perde Liana".

La strada, ora sterrata, prosegue a salire di circa 40 metri per giungere,
aggirando il Bruncu Lareri, ad un bivio con un'altra larga sterrata dove
svoltiamo a destra per intraprendere una lunga e veloce discesa, dominata
a monte da numerosi promontori tra cui spicca il curioso nome di
"B.cu Maometto". Alla fine della discesa svoltiamo a destra per salire
ad Arcu Spinneddai (1000) trascurando le deviazioni minori, per poi
riprendere la discesa.
Teniamo la destra ad un bivio ad "Y" da cui scorgiamo un ponte della
ferrovia su cui corre (si muove!) il Trenino Verde.
Proseguiamo a scendere mentre la sterrata pian piano perde pendenza sino a
costeggiare i binari sui quali passiamo per evitare le numerose pozzanghere
del percorso (foto 4).
Dopo un passaggio a livello, il sentiero si immette sulla S.S. 198 che
seguiamo in salita, a destra, verso Sadali.
Un lungo tratto di discesa con numerosi tornanti ci immette nel rettilineo
di Sadali dove sorge il distributore che custodisce la nostra macchina.
Escursionisti: Roberto Zedda, Roberto Fornea.