
Facendo base nei pressi della stazione forestale di Curadoreddu (600), posta
lungo la S.S. 392, percorriamo la brevissima discesa che ci porta sulla
strada asfaltata dove, alla Madonnina, svoltiamo a sinistra, trascuriamo il
bivio per Vallicciola, per svoltare a sinistra per una sterrata che sale
subito con alcuni stretti tornanti. Trascuriamo prima un bivio alla nostra
sinistra, poi uno alla destra per percorrere poi l'ultimo tornante verso destra
(foto 1) dal quale si vede tutto il panorama sulla città di Tempio, e che ci immette
nel lungo rettilineo che sale verso "La Iatta" (900) dove incrociamo un'altra
sterrata che imbocchiamo verso sinistra. Proseguiamo su un tacciato dal fondo
buono che su un falso piano in terseca numerose deviazioni minori su ambo
i lati.

Seguiamo sempre la sterrata principale sino alla Stazione Forestale
di Vallicciola (1050) dove, di fronte ad alcuni fabbricati, si trova una preziosa
fontana sovrastata da un bosco di sequoie (omaggio degli americani!).
Torniamo indietro di pochi metri per svoltare a sinistra su strada in asfalto
grigio che conduce all'eliporto del servizio antincendi. Poco oltre il fondo
è nuovamente sterrato, un po' sconnesso ed in salita.
Trascuriamo una deviazione
ad Y tenendo la sinistra per salire sul sentiero che attraverso bizzarre
sculture di enormi macigli di granito, ci conduce ai piedi della doppia
guglia del Monte Giugantinu e, dopo aver tralasciato una deviazione a sinistra,
alla strada asfaltata di Vallicciola dove svoltiamo a destra per proseguire la salita.
Dopo alcuni comodi tornanti, raggiungiamo la chiesetta della Madonna della Neve (1240)
da cui si gode un meraviglioso panorama. Pochi metri più avanti imbocchiamo
uno stretto sentiero che, diventando single track, si addentra tra gli alti
promontori granitici (foto 2) aprendoci la vista verso il vasto territorio
che si estende verso sud-est, mentre dal lato opposto le altissime antenne
si ergono sopra di noi.

Ritornati sull'asfalto, proseguiamo sino alla
caserma dei Carabinieri, dopo la quale percorriamo un tornante verso destra
e, dopo pochi metri, troviamo un bivio a sinistra su sterrata segnalato con
vernice blue.
E' quella la strada del rientro, ma prima proseguiamo lungo la strada
che da asfaltata diventa cementata (foto 3) e conduce alle antenne che "deturpano"
la punta più alta del Monte Limbara, P.ta Balistreri (1359), mentre noi giaciamo
ad una quota di circa 1300 metri s.l.m.!

Ritorniamo al bivio precedente e svoltiamo a destra per cominciare la discesa del rientro,
ma dobbiamo fermarci per ammirare un paesaggio veramente bello (foto 4);
guglie e speroni di granito circondati dalla verde macchia mediterranea, mentre
sullo sfondo scorgiamo la terra di Gallura che raggiunge l'azzurro del mare.
Ripartiamo e, tenendo un occhio alla strada ed uno al panorama, percorriamo la
lunga discesa che, trascurata una deviazione a sinistra e due a destra, ci riporta
a circa 650 metri di quota dopo numerosi tornanti immersi in una fitta boscaglia di
alto fusto. Dopo una breve salitina, teniamo la sinistra ad una biforcazione
e superiamo tenendo la destra l'innesto della sterrata che passando per la
località di "AbbaFritta" scende da Vallicciola in direzione nord.
La sterrata spiana e ci conduce ad un incrocio con una strada asfaltata
che a destra conduce alla zona industriale. Noi svoltiamo a sinistra, lasciando
dietro di noi una fontana asciutta e raggiungendo poco dopo la S.S. 392
dove svoltiamo a sinistra per risalire verso Curadoreddu.
Escursionisti: Roberto Zedda, Leonardo Cordeddu