
Lasciate le macchine in un ampio parcheggio della piazza principale di
Montevecchio, ci allacciamo il casco in testa e partiamo lungo la sterrata
che conduce verso Ingurtosu e Piscinas.
Il fondo è buono ed il tracciato segue numerosi saliscendi con un
contorno di paesaggi veramente gradevoli, dominati dalla particolare forma
(cappello di Napoleone!) del Monte Arcuentu (748) e da tutta la frastagliata
cresta che si snoda verso nord.
Dopo alcuni chilometri passiamo sotto un arco di cemento armato e di fianco
al vecchio Albergo Sartori ed alla Laveria Sanna; poi la strada comincia a scendere, mentre
sulla sinistra osserviamo il bacino artificiale di Donegani;
un suggestivo specchio d'acqua immerso nella verde vegetazione.
Proseguiamo nella discesa passando il Pozzo Amsicora e, dopo un lungo rettilineo,
sino al Pozzo Casargiu dove svoltiamo a destra per uno atretto sentiero che
si snoda lungo il rio Irvi, un fiume le cui acque hanno assunto una colorazione
rossastra per effetto dei minerali presenti nella zona.
Si tratta di un bellissimo sentiero che spesso si restringe sino a diventare
quasi un single track, circondato da vegetazione cespugliata e costellato da
innumerevoli guadi (foto 1) nei quali gli schizzi d'acqua si stampano in maniera
indelebile su di noi e sulle nostre bici come tatuaggi rossi!

Dopo circa 6 chilometri giungiamo alla confluenza con il rio Piscinas
dove ci immettiamo su una larga sterrata proveniente dalla nostra destra.
Proseguiamo per circa un chilometro di salita sino al passo di G.na Armidas (50)
dove la nostra visuale viene invasa dalle bianche ed immense dune di sabbia di
Is Arenas (foto 2). Si tratta di un complesso dunale veramente straordinario
che si distende dal mare sino a parecchi chilometri nell'entroterra.
Giunti ad un bivio nei pressi del rio Naracauli, svoltiamo a sinistra per una sterrata in salita che,
dopo circa 4 km ci conduce al villaggio delle miniere di Naracauli (foto 3).
E' un diroccato ammasso di costruzioni dove solo un secolo fa vi era una
intensa attività estrattiva. Ora è un vero e proprio villaggio di fantasmi
che sinceramente incute un po' di inquietudine.

Torniamo indietro per la stessa strada sino al bivio precedente dove prosegiamo
dritti a sinistra per giungere sino al mare dove sorge la splendida struttura
ricettiva di Piscinas, ricavata dai vecchi manufatti minerari accuratamente
ristrutturati. Il mare è a cento metri di fronte a noi, oltre la lunga e profonda
lingua di sabbia giallastra che sembra distendersi dalle alte e sagomete dune
di Is Arenas. Il tempo di dare un ultimo sguardo e poi si riparte a ritroso
per la stessa strada passando per la terza volta al bivio sul rio Naracauli dove
svoltiamo a sinistra ripassando per G.na Armidas e ritrovando il bivio
sul rio Piscinas che, preso ancora a sinistra ci immette in una leggera salita che
introduce alla strada costiera asfaltata che porta sino a Torre dei Corsari.

Superto il valico percorriamo una leggera discesa che ci dirige verso "Porto Maga",
località turistica sul mare, superata la quale, con l'asfalto che riprende a
salire, svoltiamo su un sentiero sterrato sulla destra e ci dirigiamo verso
un vecchio caseggiato di fronte al quale svoltiamo a sinistra per intraprendere
una discreta salita che ci porterà verso i 400 metri del punto più alto del percorso.
Un continuo saliscendi ci porta in direzione della suggestiva rocca di
Monte Arcuentu che si staglia nitida di fronte a noi. Proseguiamo senza effettuare
deviazioni sino ad una breve discesa dopo la quale troviamo una biforcazione
dove teniamo la destra per salire verso "M.te is Gennas", seguiamo un ripido tornante
trascurando le deviazioni minori sino al valico dove, tenendo la destra la strada sterrata
spiana verso un cuile che ci sbarra la strada con tanto di rete e cancello.
Scavalchiamo con prudenza e seguiamo il tratto di sentiero che scende verso destra con
un tornante, altra recinzione e poi lo sbocco su una sterrata bella larga e tranquilla.
Andiamo a sinistra. Volendo è possibile seguire un sentiero, fatti pochi metri, scende
sulla destra con un breve single track ed attraversa il bosco del rio Ruggeri
(tracciato arancione). Ma comincia a piovere e proseguiamo diritti per la sterrata che,
dopo circa tre chilometri, ci porta sulla strada asfaltata che, verso destra, ci
riporta a Montevecchio. Arriviamo completamente fradici!
Escursionisti: Roberto Zedda, Andrea Ghiani