
Lasciate le macchine nella piccola frazione di S.Angelo,
con il casco in testa ben allacciato ed i freni O.K.,
risaliamo lungo la S.S. 126 sino al passo "Genna Bogai" (550)
dove svoltiamo a sinistra per un sentiero sterrato che
ci conduce lungo il fianco di un rilievo montuoso che sovrasta la
suggestiva vallata del Tempio di Antas ben visibile in lontananza.
Il sentiero diventa spesso single track a causa della vegetazione, sino
al bivio che ci immette sulla strada proveniente dalla frazione di S. Benedetto.
Svoltiamo a sinistra e ci troviamo nella zona mineraria di Malacalzetta che
lasciamo alle spalle per risalire lungo una comoda sterrata che, dopo la località
di Baueddu, ci conduce nei pressi del M.te Rosmarino e, in prossimità di una
curva a destra, scorgiamo uno stretto sentiero che, dietro una catena metallica,
si snoda nascosto nella stretta vegetazione.
Si tratta di un meraviglioso single track (foto 1) che fra tratti tecnici e passaggi
stretti e spettacolari, si innesta sul sentiero che costeggia il Rio Maccioni
proprio alle pendici delle impressionanti pareti rocciose del M.te Pubusinu.

Il sentiero si snoda in leggera discesa in un paesaggio da favola, dove il sole filtra con diifcoltà
attraverso una vegetazione di un verde rigoglioso, e noi ci divertiamo ad attraversare
i numerosi guadi che attraversano il percorso.
Dopo aver superato un cuile con tanto di numero civico!, attraversiamo
la stretta gola della grotta di Gutturu Pala, che si apre con una enorme
voragine sulla parete quasi verticale.
Giungiamo cosi all'incrocio con la sterrata che, proveniente da Arenas, svoltando a sinistra ci
porta verso la S.S. 126 nei pressi di Fluminimaggiore che vediamo a breve distanza da noi.
Giunti a pochi metri dal bivio con la Statale, non mettiamo le ruote sull'asfalto, ma
svoltiamo a sinistra per un sentiero che costeggia per diversi chilometri la nera striscia
di asfalto, per poi piegare a sinistra sino alle "Grotte di Su Mannau".
Li facciamo una breve sosta per poi ripartire lungo la strada asfaltata che ci riporta verso le
S.S. 126 dove svoltiamo a sinistra, in realtà si passa sotto e si prende la direzione per Iglesias,
in pratica in salita! Dopo 3 Km. giungiamo alle miniere di Candiazzus dove svoltiamo
a destra per una sterrata che sale in modo deciso sino al C.le Sanna, dove la pendenza
si riduce un pò. Superiamo un incrocio tenendo la destra per poi scollinare poco prima di
un trivio dove seguiamo la sterrata di mezzo, la più larga che piega un pò a sinistra,
tralasciando i sentieri che svoltano decisamente a sinistra ed a destra.
Dopo alcuni chilometri di veloce discesa, i nostri occhi vengono improvvisamente
riempiti da un panorama stupendo (foto 3). Siamo a quota 350 circa e stiamo attraversando una
zona pittosto aspra e selvaggia ed il contrasto con i colori verdi del
litorale di Portisceddu è ancora più forte e ci distrae dalla discesa resa
impegnativa dal fondo un pò sconnesso.

proseguendo nella discesa scorgiamo il porto ed il centro abitato di Buggerru,
un paese veramente lontano da tutto e da tutti, sorto ai piedi di un promontorio
montuoso che domina sul mare.
Attraversiamo le strade della cittadina sin quasi al porto per poi svoltare a sinistra
per uno stretto sentiero che si inerpica con alcuni tornanti al di sopra
delle alte scogliere che sovrastano di oltre 100 metri il mare.
Percorriamo un breve tratto di sterrata per poi immetterci sulla strada asfaltata
che collega Buggerru a Gonnesa ed Iglesias passando per Masua e Nebida.
Dopo un po' di asfalto superiamo un bivio sulla destra che conduce alla splendida
insenatura di Cala Domestica, per poi svoltare poco dopo sulla sinistra e
proseguire tenendo la destra lungo una sterrata che sale leggermente in direzione
dei promontori che si ergono di fronte a noi.

In breve tempo la pendenza aumenta mentre il percorso si infila attraverso
la montagna seguendo il rio Gutturu Mannu che nel tempo ha scavato una gola
strettissima e molto profonda, caratterizzata dalle colorazioni grigie delle
rocce e dal rigoglioso verde della vegetazione (foto 4).
Dobbiamo dire sinceramente
che, dopo aver fatto tante escursioni ed aver visto tanti posti veramente belli,
non pensavamo di trovarci in uno spettaccolo così incredibile. Pedaliamo
in salita, ma i nostri occhi e la nostra mente sono rapiti da uno spettaccolo
della natura talmente straordinario da lasciarci a bocca aperta.
Se non fossimo sicuri di essere nell sud della Sardegna, potremmo pensare
di aver sbagliato strada e di essere finiti nel supramonte cosi ricco di gole
e codule scavate dai fiumi nel corso dei millenni. Possiamo dire di essere nella
codula del Sud!
Dopo alcune deviazioni minori, si giunge ad un evidente bivio in prossimità
della Miniera di S. Luigi. Svoltiamo a destra per proseguire lungo la gola,
ma svoltiamo ancora a destra per un improbabile sentiero che poco oltre
diventa un po' più praticabile sino ad incrociare la comoda sterrata che,
a sinistra, conduce alla località di "Grugua".
Raggiunti i vecchi fabbricati, svoltiamo a destra dove inizia una discreta
salita che ci riporta oltre i 500 metri di quota per percorrere una lunga
serie di curve che dopo diversi chilometri ci riportano sopra la frazione
di S.Angelo che raggiungiamo svoltando a sinistra su un ripido sentiero
che, a vista, ci conduce alle case che scorgiamo proprio di fronte a noi.
Escursionisti: Roberto Zedda, Roberto Fornea, Claudio Figus