
Lasciata la macchina nel parcheggio vicino al Municipio,
controllati i freni e con il casco ben stretto in testa,
partiamo in direzione delle "Grotte di S. Giovanni" (200) spettacolare tunnel
nella roccia attraversato da una strada asfaltata attualmente chiusa al traffico.
Il passaggio in bici sarebbe possibile a costo di portarsi dietro un
potente e pesante sistema di illuminazione perchè dentro è veramente buio pesto!
Optiamo per l'alternativa, ossia un single track (foto 1) che aggira e sovrapassa
la grotta sulla sinistra e ci riporta alla strada asfaltata nei pressi
dell'incrocio con la sterrata che a sinistra porta alla Caserma Forestale
di Marganai.
Noi proseguiamo sull'asfalto che ben presto termina e ci lascia
su una larga strada sterrata che in località "Barraxiutta" (300) seguiamo sulla
destra per inoltrarci su una ripida e faticosa salita che in circa 6
chilometri ci porta su per 450 metri di dislivello sino al pianoro
di S.Barbara (750) dove, superata un'area sconvolta da scavi e movimenti
di terra di origine mineraria, un degradante pianoro ci indirizza sulla
destra verso la discesa al rio Oridda (580) in un sentiero spesso sconnesso
dalle pietre e dal fondo irregolare.

La vallata che ci accoglie è circondata
da rilievi montuosi tra i quali spicca la suggestiva serie di creste che da
Sud si ricongiunge con le vette più alte del Monte Linas con un susseguirsi
di promontori, strette gole e pareti rocciose che ci lasciano a bocca aperta.
Richiusa la bocca, riprendiamo il cammino e, lasciando sulla destra un cancallo
metallico, imbocchiamo un sentiero a sinistra
che ben presto diventa single track immerso in una fitta vegetazione acchiappa
manubri che spesso si chiude in un vero e proprio tunnel.
Costeggiamo una recinzione metallica cominciando a salire mentre il
fondo si fa a tratti sconnesso e ci invita a mettere ogni tanto il piede
a terra sino ad un cuile dietro il quale svoltiamo a sinistra su un sentiero
che pian piano si allarga, perde pendenza e ci conduce sulla destra alla
sterrata verso il pianoro di "Sa Tellura" (815).

Da qui la strada inizia a scendere in una veloce discesa dal fondo compatto, superiamo
un bivio tenendo la sinistra e, dopo circa 4 km. giungiamo ad un bivio che sulla destra ci immette in
un sentiero che scende ancora verso "Arenas" (575) centro minerario ormai
abbandonato immerso in un paesaggio raccapricciante (foto 2) fatto di intere montagne
smembrate, fatte a pezzi e abbandonate a se stesse in uno spettaccolo che
ci lascia increduli.
Attraversata la zone mineraria, scendiamo verso la gola sotto il
"Monte Pilocca" per poi risalire verso "P.ta Rosmarino" (foto 3)
che ci dirige verso la località di "Baueddu" (510) dove, poco oltre, svoltiamo a destra e, tenendoci
a sinistra, percorriamo la leggera discesa che in circa 7 km. porta al
"Tempio di Antas" (360) suggestivo monumento di origine Punica, ricostruito
all'epoca romana e del quale oggi rimangono in piedi alcune colonne.(foto 4)
Fatte le foto di rito, ripartiamo per la sterrata che,
da sinistra, risale verso "Baueddu" dove, svontando a destra, ci immettiamo subito
al bivio successivo a sinistra per "Malacalzetta" (600) in una salita la cui
pendenza aumenta gradatamente attraversando vecchi fabbricati destinati
all'attività mineraria della zona.

La salita, che prosegue su un fastidioso fondo
pietroso, porta sino alla "P.ta Campu Spina" (939) da cui si gode
una
vista panoramica veramente suggestiva.
La nostra salita invece finisce a "P.ta Baccu Miais" (700) dove svoltiamo
a destra per un sentiero che diventa subito un single track coi fiocchi.
(Occhio, al bivio successivo conviene andare a destra).
Fondo tecnico, vegetazione molto fitta quasi sempre chiusa a tunnel e
divertimento massimo per quasi 3 km.
Si sbuca in corrispondenza dell'ennesimo sito minerario da cui ci allontaniamo
sulla destra per una breve salita che ci riporta alla sterrata che scende dalla
C.ma F.le di Marganai e che, con una discesa da oltre 60 Km/h. ci riporta
alle "Grotte di S. Giovanni" che scavalchiamo sullo stesso single track
dell'andata per ritrovarci sulla strada asfaltata che ci riporta a
Domusnovas al punto di partenza.
Escursionisti: Roberto Zedda, Roberto Fornea, Claudio Figus,
Leonardo Cordeddu, Antonello Oggiano