
E'una splendida giornata di marzo e ci troviamo nel Golgo, l'altipiano sopra Baunei e la nostra destinazione è:"CALA SISINE".
Ma non lungo il classico percorso della codula di Sisine, bellissimo, ma a bastone, ossia andata
e ritorno per la stessa via, bensi da Genna Sarbene, lungo il tratturo che porta a Cala Luna, deviando per
l'impervio sentiero che passa al cuile sacedderano.

Partiamo dalla chiesetta di S. Pietro, risaliamo il Baccu Dolcolce per Genna Ramene sulla S.S: 125 che
risaliamo sino al Km. 170 di Genna Sarbene, appunto!.
A destra inizia la sterrata che sale verso Turusele, un altipiano dove Su Contu (985) e P.ta Turusele (1024)
dominano sul nostro passaggio. Dopo diversi kilometri, la sterrata lascia il posto ad un tratturo dal fondo
pietroso e spesso insidioso
mentre alla nostra destra si aprono scorci panoramici mozzafiato verso le profonde codule che precipitano sul mare.
Iniziamo a scendere su una serie di tornanti, dai quali la vista giunge sino a Cala Gonone, per giungere ad una
piccola radura dove svoltiamo a destra per risalire su un sentiero pietroso che
si snoda in un faticoso sali scendi sino al bivio a destra per cuile sacedderano.
Per la verità l'inizio del sentiero non è molto visibile, ma un omino di pietra e un segnale rosso sbiadito,
ci danno conferma, andiamo!
Subito il percorso si fa tecnico e con pendenze notevoli, si può fare in sella, anche se in alcuni punti
è più prudente aiutarsi con i piedi. Il cuile Sacedderano sorge imponente in una piccola radura
circondata da macchia mediterranea. E' la conferma che il sentiero è quello giusto.

L'emozione comincia a farsi sentire, la meta non è lontana. Il sentiero si infratta in uno splendido
sottobosco, ben segnato e percorribile!

Ma uscendo dal tunnel le cose si complicano, il sentiero è
spesso interrotto da piccole frane e pietre smosse, ma già scorgiamo il mare sotto di noi.
Il tempo di svoltare una curva e ci troviamo su un mezzacosta a picco sul mare, oltre 400 metri sopra.
L'emozione è tanta, l'adrenalina pure, metre i tratti pedalabili si alternano a quelli a spinta mentre
l'insenatura di Cala Sisine comincia, pian piano,ad apparire.
Lo spettaccolo è meraviglioso, il mare si tinge di un verde cristallino, mentre il bastione
montuoso di P,ta Plumare lascia scoprire alle sue falde la bianca e ciottolosa spiaggia di Cala Sisine.
Ancora un tratto sottobosco pedalabile e poi ancora a mezzacosta, mentre il sentiero peggiora e ci
costringe ad un ultimo tratto a piedi prima di atterrare sulla nostra meta, Cala Sisine. Fatastico!
Dopo una doverosa sosta si rientra per la Codula di Sisine, la salita è dura anche perchè pedaliamo
da circa 5 ore e la fatica si fa sentire. Ma ora siamo invasi dalla memoria di ciò che
abbiamo appena percorso, dei panorami unici; ritengo sia il sentiero più bello (parere personale) che abbiamo mai fatto.
E siamo di nuovo alla chiesa di S. Pietro, stanchi ma contenti, anzi, entusiasti!